Circa il 90% di un fagiolino è composto da acqua; la parte restante è molto carente in grassi, e presenta proteine, fibre e carboidrati in misura crescente, ma scarsa. Questo è dovuto principalmente al fatto che i fagiolini siano praticamente "fagioli immaturi", raccolti a uno stadio ancora "acerbo".
Sono molto digeribili, e le fibre contenute nell'alimento sono consigliate per favorire il transito intestinale, per ripristinare un ambiente basico nello stomaco in caso di gastrite e la flora batterica intestinale.
Alta è la presenza di vitamine: tre sono contenute in concentrazione particolarmente alta - la A, la C e la K.
La vitamina A è indicata come antiossidante per contrastare i radicali liberi, causa di invecchiamento delle cellule; la vitamina C aiuta in particolar modo al mantenimento collagenico dell'organismo e alla creazione di difese immunitarie; la vitamina K è utilissima per contrastare l'osteoporosi e per il rinforzo delle ossa ed è inoltre, associata al basso indice glicemico, consigliata nella dieta di persone diabetiche.
"There are more things in heaven and earth, Horatio, than are dreamt of in your philosophy" - Hamlet I.5:159–167
martedì 4 novembre 2014
Sviluppo storico - formale - materico del Wok
Come ormai saprete, il wok è quel particolare tegame di derivazione cinese utile a cucinare pietanze di vario tipo economizzando sul condimento (questo già dice molto sulle origini del wok, che sicuramente sono state di tipo popolare per portare a quest'esigenza).
Ma di cos'è fatto il wok?
Tradizionalmente, i primi wok erano colati in un'unica soluzione in ghisa o in ferro, con due manici dello stesso materiale. Da qui si otteneva il classico colore nerofumo. Una variante diffusa al nord della Cina prevedeva un solo manico (variante che poi ha visto una più ampia diffusione commerciale anche nella cucina occidentale).
Con l'avanzare del tempo e il conseguente cambiamento di esigenze, il wok ha registrato un cambio soprattutto sulle impugnature (rivestite di legno e attualmente realizzate in bachelite, per evitare la conduzione massiccia di calore in queste parti) e sul fondo della pentola (per renderlo antiaderente si è soliti rivestirlo di teflon o materiali ceramici). Anche il materiale nel complesso è avanzato tecnologicamente, arrivando a una produzione praticamente solo in acciaio inossidabile (in rari casi in alluminio).
Queste esigenze derivano da una maniera di cucinare più pratica e veloce: l'antiaderenza, ad esempio, era sconosciuta anticamente, e il wok non veniva mai lavato - era surriscaldato e passato con uno straccio per l'eliminazione dei resti dei cibi, poi veniva unto con dell'olio per la prevenzione dalla ruggine.
Abbinati al wok esistono molti accessori - dalla griglia in metallo per scolare i cibi dall'olio al mestolo bucato che svolge una funzione simile, dalle bacchette in bambù per prelevare pietanze bollenti al coperchio in pyrex.
Ma di cos'è fatto il wok?
Tradizionalmente, i primi wok erano colati in un'unica soluzione in ghisa o in ferro, con due manici dello stesso materiale. Da qui si otteneva il classico colore nerofumo. Una variante diffusa al nord della Cina prevedeva un solo manico (variante che poi ha visto una più ampia diffusione commerciale anche nella cucina occidentale).
Con l'avanzare del tempo e il conseguente cambiamento di esigenze, il wok ha registrato un cambio soprattutto sulle impugnature (rivestite di legno e attualmente realizzate in bachelite, per evitare la conduzione massiccia di calore in queste parti) e sul fondo della pentola (per renderlo antiaderente si è soliti rivestirlo di teflon o materiali ceramici). Anche il materiale nel complesso è avanzato tecnologicamente, arrivando a una produzione praticamente solo in acciaio inossidabile (in rari casi in alluminio).
Queste esigenze derivano da una maniera di cucinare più pratica e veloce: l'antiaderenza, ad esempio, era sconosciuta anticamente, e il wok non veniva mai lavato - era surriscaldato e passato con uno straccio per l'eliminazione dei resti dei cibi, poi veniva unto con dell'olio per la prevenzione dalla ruggine.
Abbinati al wok esistono molti accessori - dalla griglia in metallo per scolare i cibi dall'olio al mestolo bucato che svolge una funzione simile, dalle bacchette in bambù per prelevare pietanze bollenti al coperchio in pyrex.
Six Degrees of Separation
Mappe concettuali relative alle cose
Sei gradi di separazione
1. Fagiolino
2. Fagiolo: progenitore del fagiolino, dà vita alla pianta se seminato attraverso la germinazione dei cotiledoni, oppure può essere ingerito per trarne nutrimento.
3. Uovo: simile al fagiolo in quanto genera vita (seppur animale, invece che vegetale); i cotiledoni sono qui assimilabili al tuorlo.
4. Cerchio: il cerchio è da sempre riconosciuto come la forma perfetta, che richiama il divino, in quanto non presenta angoli. È un caso particolare dell'ellissi, che, schematicamente, è la forma geometrica più vicina all'uovo.
5. Scodella: recipiente per il consumo o la conservazione di alimenti, solitamente cavo e derivato da un'estrusione di una forma circolare o arrotondata.
6. Wok
Torino, 04/XI/2014
domenica 26 ottobre 2014
giovedì 23 ottobre 2014
Diffusione del fagiolino, coltivazione e ricette popolari
Legume originario del centro-sud America (in particolare Messico e Perù), vide la sua importazione in Europa molto tardivamente (solo dopo i viaggi di Colombo), mentre alcuni esemplari originari sono stati datati molto anticamente (anche 7000 a.C.).
Oggi è coltivato praticamente ovunque grazie alla sua ottima resistenza e adattabilità al terreno e alle condizioni climatiche, con una particolare diffusione in centro-sud America, Italia, Grecia e Turchia. In Italia, in particolare, esiste una varietà tipica chiamata "Meraviglia di Venezia".
Svariate le preparazioni culinarie possibili con i fagiolini, che vanno da primi piatti a insalate, da semplici contorni a piatti unici (come ad esempio la tradizionale Paella), da secondi piatti addirittura a dolci (torte e sformati).
Allegherò di seguito alcune delle ricette popolari, tradizionali e folkloristiche (anche di paesi e culture differenti) che utilizzano questo legume come alimento opzionale o principale.
Principali aree geografiche di origine del
fagiolino:
1. Messico/Centro America
2. Perù/Cordigliera delle Ande
Fagiolini alla pugliese
I fagiolini alla pugliese, come si evince dal nome, rappresentano un tipico e saporito contorno della Puglia, e vengono preparati lessandoli in acqua salata, per poi saltarli in padella assieme ad un condimento di pomodori pelati insaporiti con olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino e prezzemolo.
Ingredienti
Fagiolini 1 kg, Aglio 2 spicchi, Olio extravergine di oliva 4-5 cucchiai, Peperoncino piccante 1 piccolo, Sale q.b., Prezzemolo tritato 2 cucchiai, Pomodori pelati 450 gr.
Preparazione
Per preparare i fagiolini alla pugliese iniziate spuntando fagiolini uno per uno, togliendo gli eventuali filamenti, che non dovrebbero essere presenti nei fagiolini teneri o novelli; lavateli con dell’acqua fredda e fateli lessare per circa 15 /20 minuti in acqua salata, dopodiché metteteli a scolare in uno scolapasta. Intanto lavate e tritate il prezzemolo, e passate al setaccio (o passaverdure) i pomodori pelati.
Ponete in un tegame l’olio, il peperoncino e l’aglio schiacciato, che farete imbiondire; aggiungete il passato di pomodoro e lasciate cuocere a fuoco allegro per qualche minuto, poi unite i fagiolini, aggiustate di sale e lasciate cuocere per altri 5 minuti; a questo punto spegnete il fuoco, spolverizzate il tutto con il prezzemolo tritato, mescolate e servite i fagiolini alla pugliese.
Bavette al pesto, patate e fagiolini
Le bavette al pesto, fagiolini e patate è una versione piuttosto antica e arricchita della pasta con pesto, che potete gustare nei locali di cucina tipica in Liguria, e viene definita pesto ricco (o avvantaggiato).
Ingredienti
Fagiolini 200 g, Patate 2 medie, Olio extravergine d'oliva 2 cucchiai, Pasta bavette 350 gr, Pesto alla Genovese 4 porzioni.
Preparazione
Per preparare le bavette al pesto, patate e fagiolini per prima cosa procuratevi 4 porzioni di pesto alla genovese. Lavate i fagiolini e spuntate le parti terminali, quindi lessateli in acqua salata, poi scolateli bene quando ancora risultano croccanti e tagliateli in due o tre parti. Sbucciate le patate, tagliatele a piccoli dadini (del lato di circa 1cm e ½) e mettetele a cuocere in abbondante acqua bollente e salata, quando l'acqua riprenderà a bollire versatevi anche le bavette che, così facendo, saranno pronte insieme alle patate.
In un’insalatiera ponete i fagiolini, l’olio ed il pesto. Aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura al composto per renderlo più cremoso e mescolate delicatamente in modo da amalgamare bene gli ingredienti. Scolate bene la pasta con le patate, e versatela nel contenitore con il pesto e i fagiolini.
Mescolate ora molto bene tutti gli ingredienti ma con delicatezza per non spappolare le verdure, impiattate e servite le bavette al pesto, patate e fagiolini immediatamente guarnendo i piatti con delle foglie di basilico.
Wikipedia (català)
mercoledì 22 ottobre 2014
Il wok in musica
Ed eccoci al secondo appuntamento con RadioCose: la puntata di oggi riguarda il wok.
Anche qui le associazioni sono indirette, ma interessanti: nel primo brano un artista londinese, Daniel Waples, suona un Hang (in indonesiano Gamelan), strumento che ricorda un paio di wok uniti tra loro a formare un particolare "timpano" percussivo; nel secondo un duo reggae francese, dal nome I Woks Sound, si confrontano con le magiche atmosfere della città di Siviglia, contaminando la propria lingua natale con quella della città, che è appunto lo Spagnolo.
Keep it loud!
Daniel Waples performs on Hang
I Woks Sound - Asi Soy Yo
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Il fagiolino in musica
Spulciando internet ho trovato alcune canzoni imparentate (almeno "alla lontana") con il fagiolino: la prima è una messa sacra orchestrale e corale per 40 voci, trascritta da Striggio ed eseguita, tra gli altri, da I Fagiolini (un coro londinese composto da sei voci a cui si aggiungono numerosi strumentisti), ed appartiene dunque a un repertorio religioso; la seconda è del gruppo statunitense Weezer, genere alternative rock, di un registro totalmente differente (basti notare la demenzialità del video e dei temi trattati; il titolo tradotto letteralmente sarebbe "Carne di maiale e fagioli"); la terza ed ultima è un'esecuzione di flamenco del maestro Pepe Habichuela.
N.B. Una menzione particolare va a un cantautore nostrano, Edoardo De Angelis, nel cui album Piccola Storia di Libertà è contenuto un brano, l'ultimo, dal titolo Fagiolino, del quale purtroppo non sono riuscito a reperire né video, né canzone, né testo.
Dateci un ascolto!
I Fagiolini - Striggio Mass in 40 parts
Weezer - Pork And Beans
Pepe Habichuela - Soleà
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